Le Pietre Rotolanti

Keith e Mick

C’era una volta, in una Londra fumosa e vibrante di suoni nuovi, un luogo magico chiamato Ealing Club. Ogni sera, le sue mura tremavano al ritmo del blues, una musica potente e misteriosa che arrivava da terre lontane. Su quel palco incantato, un mago della chitarra di nome Elmo Lewis, un giovane con capelli color del sole e un cuore che batteva a tempo di blues, incantava la folla con le sue note scivolanti. Al suo fianco, un saggio maestro di nome Alexis Korner lo guidava tra le melodie oscure, mentre dietro di loro, un giovane alchimista dei ritmi, Charlie Watts, tesseva trame sonore con le sue bacchette magiche.
Una sera di primavera, quando il settimo giorno di aprile si stava trasformando in notte stellata, due giovani cavalieri erranti fecero il loro ingresso nell’Ealing Club. Si chiamavano Keith dalle dita agili e Mick dalla voce potente, e nei loro cuori ardeva un desiderio incontenibile: creare una musica nuova, un suono che scuotesse le anime e facesse ballare il mondo intero. Erano stregati dalla “musica del diavolo”, come la chiamavano alcuni, quel blues che raccontava storie di dolore e di gioia, di strade polverose e di amori perduti.
Quando i loro occhi si posarono sul palco e udirono le note cristalline della chitarra di Elmo Lewis che si libravano nell’aria sulle parole di una vecchia canzone, “Dust my broom”, rimasero folgorati. Quel giovane biondo, con le sue dita veloci e il suo tocco magico, era proprio il tipo che stavano cercando. E anche quel batterista, con il suo ritmo elegante e preciso, sembrava avere la stoffa giusta.
Con il coraggio dei sognatori, Keith e Mick si avvicinarono ai musicisti al termine dell’incantesimo sonoro. Parlarono con Elmo, gli raccontarono del loro sogno, della loro voglia di creare qualcosa di unico. E il giovane mago della chitarra, sentendo la loro passione ardente, accettò di incontrarli il giorno seguente. Anche il saggio Charlie Watts, incuriosito da quell’energia contagiosa, si unì alla promessa.
E così, in quella notte all’Ealing Club, tra le volute di fumo e le note vibranti, si posero le prime pietre di un’avventura musicale straordinaria. Un incontro magico che avrebbe acceso una fiamma destinata a illuminare per sempre la storia della musica, forse la pagina più brillante di tutte.