Biografia

Nel 1997 era il momento dei gruppi Reggae, Ska e Rocksteady in Italia. C’era la Patchanka!

Questo genere musicale era portato in giro dall’onda latina dei Fabulous Cadillac e della Manonegra di Manu Chao.

C’era uno spazio contaminato da mille sapori sul quale ricamare nuove idee e capirsi anche tra chi sognava, viveva e suonava su pianeti molto lontani.

Il mondo degli spazi autogestiti e dei club alternativi emanava rumore da far tremare le città.

Nell’allegra necropoli varesina, al contrario, i ritmi di produzione richiedevano silenzio e imponevano l’omologazione.

La Hierbamala nasce qui!

Quello che ha fatto e che fa oggi la Hierbamala è un atto di Resistenza in terra ostile



Nel 1998

ora-aria-a-babylon Pindi, il triestino Carlo Sandrin, fa sentire un po’ di cose “in levare” a Fabrizio Arbore, Fabio Abhivan Ottaviano e a Alessandro “Papa Pucci” Tamborini.
Roba in dialetto del confine orientale, mescolata con altre lingue.
C’è poesia e la musica è famigliare.

La ascoltano e subito la cantano: sono canzoni belle.
Cris Dubbaleri studia e Max Sanna, il batterista, guida il camion; gli altri sono operai e il tempo per suonare lo devono rubare.
Per questo il primo lavoro si chiama “Ora d’aria a Babylon”. Poi qualcuno parte per l’India e qualcuno arriva con nuove spezie per colorare la Patchanka Prealpina della Hierba. Hierbamala suona dal vivo con Bassistinti, Vallanzaska, Harddiskaunt, Stiliti, Ganjamama, ChopChop Band, KrikkaReggae, Rufus Rafcat, NudaFolla, Monza Inna da Yard, Skastory, Ganja Cookies Sound System, Mama Alma, Jamaica RedStripes, Risin Family, Piero Dread, Black Beat Movement, altre bande ska e reggae del circuito.



Il 2002

Passa la moda, ma la Hierbamala resta

Entrano i cori delle Sisters Ada e Tattinie Silvye Cogo.
Arriva Fabrizio “Alba” Albanese alla batteria a sostituire Marco Gnocchi che andrà a formare i Kayamama, mentre Cris Dubba e la sua chitarra vanno ai Bassistinti.

Entra Cesco Marchese al basso e si sente.

La Hierba cambia e migliora, raffina e sviluppa.

Ogni nuovo elemento è vitale, a volte magico



Il 2007

magia Nasce “Magia” con l’aiuto di Kiri Chierichetti fonico esperto di guerriglia digitale e saldature olistiche.

Prende lui le traccie flat uscite dallo Studio La Sauna di Caio Caielli e le fa suonare “as it meant to be”. Nelle radio suona Vendi Fumo e la Hierbamala porta il suo Reggae Italiano solcando il palco più ambito, il festival Rasta per eccellenza, il Rototom Sunsplash Festival.


Poi il ritmo rallenta e la Hierbamala si ferma.
E’ il 2008.


Nel 2011

Tambo

Quando Tambo sogna le cose succedono

Così succede che Tambo sogna di svegliare le canzoni che dormono e per farlo c’è bisogno della Hierbamala e il Reggae, la Patchanka e lo Ska; con nuova vita e forza quelle canzoni, una volta risvegliate, fanno più casino di prima e fanno ballare, cantare e una terza cosa a scelta …

Così il Tambo chiama Pindi e Alba.

Poi arrivano Matteo Panarese con le sue chitarre, Alex Turconi alle tastiere “piene di granito misto a seta” e Fabio Formenti e il suo basso anarcochic. Elisa Luzardi e Ylenia Soprano sono le Hierba Sisters, sempre presenti nei concerti estivi.

La Hierbamala rivive e si espande, guarda dentro e sputa fuori; lontano, con tanta energia.

Il nuovo suono si chiamerà Reggae’n’Roll!



Nel 2012

stefano-morandini Stefano Morandini da piccolo andava ai concerti della Hierbamala, ma poi i concerti li organizza lui e sui palchi ci mette il suo antico amore.
E’ un periodo di grande creatività e il Reggae italiano meticcio dal sangue blu si rigenera.

Allo HierbaBunker di Laveno ritorna Kiri Chierichetti.
Segue il gruppo sia dal vivo che in studio.

E’ tempo di incidere e questa volta Kiri fa tutto lui



Arriva il 2014

hic-sunt-leones Le fabbriche sono in ebollizione.

La crisi la devono pagare gli operai che non sono molto d’accordo.
C’è rabbia nelle strade.
Alla Innse di Milano i lavoratori occupano la fabbrica; salgono a 40 metri di altezza sul carroponte e scrivono sulle magliette HIC SUNT LEONES (qui ci sono i leoni)
Resistono e vincono!

A loro e alla loro lotta è dedicato l’omonimo e terzo album della Hierbamala Reggae’n’roll.

Nei testi e nei suoni c’è quella energia antica che ti fa trovare la lacrima nella risata e un sorriso in fondo al pianto. Rappresenta una vera e propria rinascita artistica della band.



2015 “Hierbamala nunca muere

Partono Kiri, Alex Turconi e Matteo Panarese.
Arrivano Daniela Fio, Elisa Luzardi, Davide Scaffetti, Riccardo Rigo, Alessandro Paradiso e altri ancora.

Tempi di rimescolamenti, tentativi ed esperimenti

Sono tempi difficili da “decrittare”; il tempo delle molte domande e delle poche risposte.
E’ il tempo di resistere e non mollare: il tempo di mettere tutto in comune.


Omnia Sunt Communia” nasce su questi presupposti

Nel 2019/2020

omnia-sunt-communia Cercare musicisti in Lombardistan è cosa grama, ma la pazienza viene ripagata quando bussa alla porta la chitarra dei Jamaican Bus Marco Mazzocchi e la squadra può scendere in campo con “Omnia Sunt Communia” che non ha una vera dimensione, ma parla di questi tempi come “Sound of the silente age” nella Berlino di Bowie. La Hierbamala entra nel mondo virtuale portando la sua realtà di sogni, visioni e ritmo. Lo Hierbabunker diventa centro di produzione multimedia.




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