Care Hierbalovers,
Se un ricordo potesse prendere forma, per la Hierbamala avrebbe i tratti inconfondibili dei suoi capelli neri e il suo nickname sulla rubrica sarebbe “Mora“.
Nell’omaggio a Van Morrison e alla sua iconica “Brown Eyed Girl“, abbiamo voluto dare alla nostra musa un nome semplice: Mora. Non è un nome scelto a caso. È un tributo, poetico e diretto, a chi abbiamo amato con gioia e semplicità: quell’amore giovane a cui piace ridere mentre lo fa. Un Amore che si perde nel tempo ma ha radici profonde e quando risale in brevi momenti riconosce “quanto forte gli batte il tuo cuore”
In quei versi carichi di vita vissuta – quando “fazevo el mona per farte solo rider un poco in giardin de tu nona“, o si cercava calore per le “man iazàde tra còtola e Bora” – la “Mora” è la ragazza dei nostri sogni più dolci. È la compagna di avventura, quella con cui si andava “a pìe fin’Yugo pe’l confin de Muia“, assaporando “el vin domacha” ( il vino fatto in casa nda) e “svolavimo in Vale” ( riferimento alla Val Rosandra vicino a Trieste e al confine con la Slovenia e a suo tempo con la Jugoslavia). Una figura che racchiude mistero e passione, una cascata di inchiostro o un mare notturno, e che incarna la semplicità e la purezza di un amore ancora vivo, simboleggiato da “solo ‘nà rosa” e qui, quasi a voler smontare il lirismo poetico con un piccolo artificio segue la tipica risposta al classico “va’ in mona de tu mare”: “LA TUA!” . Che non sia mai, nei testi della Hierba, che una rosa sia una rosa ( a rose Is a rose Is a rose).
Ogni volta che intoniamo “Oh mia Mora…oh Mora mio amor! …e te cantavi pian…”, il nostro pensiero vola e la nostra anima balla e vibra e, sapete una cosa? Mora ora è a voi: more, bionde, blu; è per tutti i vostri sguardi profondi, è per la vostra energia vibrante e alla vostra inconfondibile presenza che, come il nostro ritornello “shallallallala latidà”, continua a risuonare nel nostro cuore. Siete voi le muse che rendono la nostra musica viva.
il testo della canzone è più giù 👇

Mora ( lyrics di Carlo Pindie Sandrin by courtesy Ossigeno ed. Mestre 2006)
Te ciòlevo in giro e fazevo el mona
per farte solo rider un poco in giardin de tu nona.
De inverno sudavo, no vedevo l’ora
de sconderme le man iazàde
tra còtola e Bora.
Oh mia Mora…oh Mora mio amor!
A pìe fin’Yugo pe’l confin de Muia
che brivido quel vin domacha… tornavimo in furia
svolavimo in Vale, sparivimo in graia
Madreselva, oro e giara ma xè solo ‘nà rosa
…La tua rosa, oh Mora mio amor!
E te cantavi pian: shallallallala latidà
…E ‘desso lavoro, no fazo più el mona
ma me manca i tui musi beibe! Me manca tù nona
Te vedo sempre in giro con gente ‘sai fina
tappada a fogo, tuta in tiro ma no te vedi l’ora
Oh mia Mora …oh Mora mio amor!
E te cantavi pian:shallallallala latidà





