“Guida Galattica”: Un Invito Al Viaggio.

(di Dhyan Cortese)

La copertina originale della versione italiana di” The hitch-hickers  Guide to Galaxy”

Ciao HierbaLovers (e in special modo la nostra Vale)! Oggi vogliamo  parlare di una delle nostre canzoni più antiche; quella che molto spesso ci chiedete di suonare e che non inseriamo in scaletta perché siamo pigri esistenzialisti un po’ rimbi:

Guida Galattica”.

Guida è una delle primissime canzoni in stile reggae scritte dal Pindie, roba del secolo scorso (1997 o giù di lì) e la  trovate sul primo album “ora d’aria a Babylon“.

Magari il titolo vi fa subito pensare a viaggi interstellari e alieni, e in effetti l’ispirazione principale viene proprio da quel genio di Douglas Adams e dal suo “Guida Galattica per Autostoppisti”. Un libro che ci ha fatto sognare (e ridere un sacco!) con le sue avventure assurde nello spazio.
Però, come spesso accade nelle nostre canzoni, dietro a un’immagine un po’ “fuori di testa” si nasconde qualcosa di più vicino a noi, al nostro modo di vivere e di sentirci qui, sul nostro piccolo pianeta.
Pensateci un attimo: la vita a volte può sembrare un viaggio senza una meta precisa, un po’ come ritrovarsi catapultati nello spazio senza una mappa. Ci sentiamo persi, confusi, e magari ci chiediamo: “… ma Dio c’è…o ci fa’?”
Ecco, la nostra “Guida Galattica” vuole essere un po’ una bussola immaginaria che ci aiuta a orientarci. Non ci dice esattamente dove dobbiamo andare, ma ci ricorda che abbiamo la possibilità di trovare una direzione, di cercare qualcosa che ci faccia “splendere”, come dice il testo.
Quando cantiamo “se ti perdi al di là del sistema solare e non c’è niente più niente più niente da fare”, è un po’ come quei momenti in cui ci sentiamo completamente spaesati, senza più appigli. E la risposta è lì, nella “Guida galattica” che dobbiamo “solo trovare” dentro di noi.

A volte ci chiedete se ci sono diversi “livelli” interpretativi delle figure che compongono Guida tipo la Piramide,il viaggio finale, Sirio,  le Pleiadi, “Re dei Re” e citazioni un po’ esoteriche): si è così ma se vi diciamo tutto allora non vale. Bisogna che un po’ il mistero vi e ci stimoli a guardare più in alto del cielo.

Poi

Quando diciamo “non ti fermare alle Pleiadi neanche un centro sociale”, non intendiamo sminuire l’importanza di questi spazi di aggregazione e creatività, anzi! I centri sociali sono stati e sono fucine di idee e di fermento culturale, luoghi dove  si coltiva l’impegno e la voglia di cambiare le cose.

I centri sociali sono parte di quel fermento vivo che nasce proprio quando ci si spinge oltre le comode certezze, quando si intraprende un viaggio più ambizioso e autentico. Dobbiamo puntare a “stelle lontane”, a qualcosa di più autentico e significativo per noi.


Certo, il viaggio può essere un po’ “vuoto a perdere” a volte, pieno di “nane e meteore”, di cose che sembrano importanti ma che in realtà non ci riempiono. Ma la cosa fondamentale è continuare a cercare quel “posto per splendere”, quella nostra unicità che ci fa sentire vivi e parte di qualcosa di più grande.
E poi c’è quel riferimento a “Jah che canta” e al “cuore del Rastafari”… Beh, per noi è un modo per ricordare che in questo viaggio non siamo soli. C’è un’energia, una vibrazione positiva che ci connette a qualcosa di più grande, che ci può dare forza e ispirazione. E quel “Barrio NOVA PONZIANA” su Sirio? È un piccolo angolo di familiarità in mezzo all’immensità (Ponziana è uno dei quartieri operai di Trieste più genuino e autentico nda), un posto dove ci si può sentire a casa anche quando tutto il resto sembra lontano.
Quindi, la prossima volta che ascoltate “Guida Galattica”, pensate che non è solo un’avventura nello spazio. È un invito a esplorare il vostro spazio interiore, a cercare la vostra “guida” personale e a non smettere mai di puntare alle vostre “stelle lontane”.
Continuate a seguirci per altri viaggi sonori e riflessioni galattiche!
A presto!
Hierbamala

PS il solo e la chitarra in Guida Galattica è di Kris “Dubba” Duballeri

…ma restiamo umili

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