Una Recensione da un Amico Fraterno

Omnia Sunt Communia Vol.II

Arshad Moscogiuri

Lo so, è passato molto tempo. 

Ho avuto da fare, sono andato in vacanza, il lavoro, gli impegni, il vestito in lavanderia, le cavallette.

Ma soprattutto (e qui tolgo gli occhiali da sole, mostrando le palpebre a mezz’asta che rivelano cornee variegate all’amarena), ho voluto ascoltare con calma e nei momenti giusti l’album.

E scriverti, qui copincollata, l’inoppugnabile recensione che merita.

Grazie Pindi.

OMNIA SUNT COMMUNIA

Tutto è di tutti, titola l’album. Anche la musica, pur senza le radici che l’ha prodotta, può essere trapiantata per talea in altro suolo, in altri cuori, e così scaldare differenti anime in diverse latitudini temporali. In questi otto brani c’è omnia o quasi. C’è il rock psichedelico, a saperlo trovare. Si trasforma la new wave, fa capolino il calypso, ti sorprende la cubana, s’allinea il dub ed esplode il reggae. Come una sorpresa dentro l’uovo, spunta anche un’ironica, irresistibile filastrocca. Patchanka? Non c’è e non se ne sente la mancanza, un po’ come le barbe degli hypster. Per il resto, gli Hierbamala hanno saputo render communia tutto quest’omnia con un album che è un omaggio, raffinato ed elegante, a tutto ciò che scalda l’anima dei puri.

01 Magic Bus

Roots radicals, il sapore autentico del reggae, puro e vero. Ricamate citazioni infiocchettano un brano che pare in tutto e per tutto scritto, composto e registrato a fine anni ’70. 

VOTO = 9

Perché non 10: perché non sei negro

 

02 Magné

Pezzo da ballare, basso dub, testo sempre godibilissimo. 

VOTO = 7 ½

Perché non 10: perché forse lasciando più spazio e profondità alle percussioni, avrebbe le potenzialità per essere ancora più incalzante e ballarlo fino allo stremo

 

03 Big Mouth Strikes Again

Che dire? In assoluto il più bello, prezioso, intenso e interessante remake mai fatto di questo capolavoro.

Grandiosa interpretazione vocale di Pd, che fa vibrare tutte le corde emotive, parte Morrissey e continua trascinando le parole in perfetto stile reggae, rielabora e ricompone senza mai uscire dallo splendido quadro che la band ha saputo creare.

VOTO = 10

Perché non di meno: perché gli Smiths dovrebbero vergognarsi di non averci pensato loro

 

04 Spina

Vi siete mai chiesti cosa avrebbe registrato De Andrè se, invece di sigarette, avesse fumato ganja? Ne avrebbe risentito sicuramente l’umore che, senza perdere verticalità e profondità nei testi, avrebbe portato una visione più clemente del mondo e delle cose, della poesia e del sentimento, avrebbe regalato un frizzo di colore e un alito di sole. Avrebbe abbracciato sonorità più calde e vibranti e, alla fine di un brano, ci si sarebbe sentiti grati e positivi, anziché terribilmente scontenti e amareggiati. Questa ballata tonda e perfetta dunque, a ben vedere, pare non aver nulla da paragonare al cantautore genovese. A parte la grandezza.

VOTO = 10

Perché non di meno: perché Fabri avrebbe dovuto farsi le canne invece di tutto il resto

 

05 Eva

Nel giardino dell’Eden non ci sono sonorità reggae, né rock, né jazz. L’Eden non è una ballata, non suona con battute regolari né tempi a cassa dritta. Nella natura senza paura del paradiso ci possono essere soltanto due tipi di musica: quella classica, ma di notte. Di giorno, cubana. Di giorno si balla con la regina, con la musica più solare, ricercata e popolare, semplice e complessa che possa echeggiare. Si riassapora la vita da vivi attraversati da ritmiche incrociate, accarezzati da cori in controcanto e inseguendo il piano che scarrucola.

VOTO = 8

Perché non 10: perché se non sei nato a Cuba non potrai mai e poi mai avere più di 8

 

06 Sangre Misto

Rispetto all’edizione originale, questo brano risulta diluito. Addolcito nell’arrangiamento, i cori non arrivano a esprimere né rabbia, né determinazione né rivendicazione e, di conseguenza, anche Pd si allinea. Per quello che Sangre Misto rappresenta, questo remake è sicuramente più dotto, ma altrettanto meno incisivo dell’originale. In sintesi, anche se dentro un bicchiere di cristallo, il cocktail che ci serve l’oste ha troppo ghiaccio che, mentre si scioglie, lo annacqua un po’. Nota: suoneremo jambé ma il jambè parte assieme alla cassa: un giro solo jambé con un controtempo, come lo vedi? 

VOTO = 5

Perché non 10: perché l’originale è da 10

 

07 Live in Peace

Non dico la canzone, ma se anche soltanto il testo fosse messo all’asta e se a questa potessero partecipare gli spiriti di Bob Marley e Peter Tosh, i due farebbero battaglia per aggiudicarselo. Se ci mettiamo anche la musica, invece, resterebbero ad ascoltarlo per poi applaudire commossi. Dentro questo brano c’è tutto il reggae. C’è l’eco avita del calypso, ci si ritrovano tutti i suoni Tuff Gong, si canta un manifesto rastafari di pace e fratellanza. Lo puoi ascoltare nella giungla, lo puoi ballare in città. Gemma pura.

VOTO = 9

Perché non 10: solo per rispetto verso Bob e Peter, ma è da 10

 

08 CBD

Chiudete in studio di registrazione I Gufi, gli Squallor e tutti i compositori delle musiche dei Muppet Show. Date loro solo acqua, cartine, tabacco e cbd. Prima o poi, comporranno esattamente questa canzoncina facile facile, che tutti i bambini in età prescolare dovrebbero cantare tenendosi per mano iin cerchio. Godibilissima filastrocca ad alto contenuto di CBD: Che Bel Divertimento!

VOTO = 7,5

Perché non 10: perché non lo pretende, è una filastrocca e ha il coraggio di esserlo, lo sa benissimo da sè

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